AGOSTO 2007


COMUNICATO STAMPA

SENTENZA STORICA E VITTORIA AMBIENTALISTA “Troppo rumore”: il giudice di Potsdam chiude il poligono dell’aviazione

Il tribunale amministrativo di Potsdam, accogliendo le istanze degli abitanti della zona, ha posto fine alle manovre dell’aviazione: gli slogan Freie Heide e Freier Himmel (guarda caso: “brughiera libera” e “cielo libero”), dopo 15 anni di lotte, hanno trionfato.

Il poligono era usato dall’aviazione dell’Est fino all’89 e, dopo la riunificazione tedesca, cade in disuso, con la conseguenza che la natura riprende il sopravvento. La brughiera rinasce, i villaggi si ripopolano, l’area diventa, di fatto, un parco naturalistico in piena regola (altra analogia favorevole: oltre alla brughiera il Parco del Ticino). 

Il 30 giugno ’92 la doccia fredda: l’esercito annuncia che tornerà ad utilizzare militarmente l’area, ed inizia la contestazione, si reclama il diritto alla tranquillità, alla qualità della vita.

Il 31 luglio scorso il giudice si è pronunciato: nello scontro tra le ragioni dell’ambiente e le ragioni dell’economia (che altro è l’esercito se non un business?), a Potsdam ha vinto l’ambiente.

Ecco allora un buon motivo per ricredersi per quelli che, a Malpensa e dintorni, si sono rassegnati (“ormai non c’è più niente da fare”, “ormai faranno la terza pista”, “tanto decidono loro”): resistere, resistere, resistere, a Potsdam hanno resistito per 15 anni ed alla fine hanno vinto.

Cosa manca alla resistenza del territorio intorno a Malpensa per ottenere la vittoria ambientale? Forse una maggiore determinazione nell’evidenziare e denunciare i problemi, le incongruenze, i conflitti di interesse, le forzature contro logica, le regole non rispettate, le prevaricazioni ovvero il pesante bagaglio di illegalità che è la dote principale dell’aeroporto della brughiera lombarda.

Ma di sicuro l’handicap del movimento che ancora vuol difendere il Territorio è la mancanza di unità dei sindaci minata da quei sindaci lombardi che, con un atteggiamento che va dal possibilista al favorevole e quindi rinuncia al proprio impegno primario, che è la tutela della salute dei cittadini, rompono il fronte di chi vorrebbe invece, questo impegno, onorare.

E, venendo alle cronache più recenti, la domanda è: cosa sono andati a fare a Washington i sindaci lombardi? A farsi convincere? A farsi spiegare che una soluzione pessima (studio Mitre) è meglio di niente pur di far crescere un aeroporto già fatto male e che fa molto male al Territorio?

Sottolineamo che dipende proprio dallo scarso livello di partecipazione dei sindaci la mancata classificazione di Malpensa come un grave problema nazionale, malgrado sia la causa determinante della rovina di Alitalia e di un Territorio pregiato, il Parco del Ticino.

Naturalmente c’è chi dice che “Malpensa fa bene e distribuisce ricchezza”, non ignoriamo la propaganda del Partito di Malpensa, anche perchè è comico sentire Formigoni che dice: “Malpensa è il quinto aeroporto d’Europa” mentre nelle classifiche ufficiali è quattordicesimo (ecco, dimenticavamo la malafede).

Malpensa distribuisce invece, secondo studi già noti su altri aeroporti (e svolti anche qui: vedi lo Studio YENA sull’ipertensione, appena pubblicato e già archiviato), inquinamento acustico, atmosferico e malattie e... un futuro problematico.

Varallo Pombia, 4 agosto 2007

WWF ITALIA

LEGAMBIENTE - Circoli del circondario di Malpensa

C.OVES.T. ONLUS - Varallo Pombia (No)

UNI.CO.MAL - Unione Comitati Malpensa -  Gallarate (Va)

EXCALIBUR -Lonate Pozzolo (Va)

AMICI DELLA NATURA -  Arsago Seprio (Va)