SETTEMBRE 2007


 COMUNICATO STAMPA

Varallo Pombia, 20.09.2007

MALPENSA NON PUO’ ESSERE UN HUB

Il Coordinamento degli Enti locali interessati alle rotte di volo dell’aeroporto di  Malpensa 2000, di cui fanno parte la Provincia di Novara, 24 Comuni dell’Ovest Ticino, , il Parco del Ticino piemontese, l’Ente Riserve Naturali del Lago Maggiiore e il Covest, riunitosi il 10 settembre presso il Comune di Oleggio, prende posizione sulle problematiche relative dell’aeroporto e alle ricadute sui territori piemontesi in seguito all’annuncio del nuovo piano di sopravvivenza di Alitalia e delle sue implicazioni circa i progetti di sviluppo dell’aeroporto.

I rappresentanti degli Enti del Coordinamento, in risposta alle tante grida di protesta in difesa dello scalo levatesi da molte parti (purtroppo anche novaresi) che invocano l’hub e ne sostengono l’espansione oltre ogni limite, finanziario, civile, sociale e ambientale,  scendono in campo a tutela della salute dei cittadini e della qualità della vita nei territori dell’Ovest Ticino.

Nell’ultimo decennio la crescita forzata dell’aeroporto di Malpensa come secondo hub italiano, ha causato un gravissimo deterioramento della situazione economica e finanziaria della compagnia di bandiera, con pesanti oneri a carico del bilancio dello Stato. Un teorema perverso che ha legato le perdite di Alitalia alla crescita di Malpensa, creando illusioni di lavoro, ricchezza e sviluppo.

Condividiamo le preoccupazioni dei lavoratori che rischiano il loro posto di lavoro,  ma riproponiamo la oramai evidente realtà che Malpensa è nata e cresciuta in contrasto con l’interesse nazionale, dei contribuenti, dei lavoratori, in dispregio delle normative ambientali e con gravi danni per le popolazioni e per i territori.

L’aumento del traffico aereo oltre i limiti di legittimità, i decolli fino al 70% sul territorio del novarese con rotte di sorvolo a bassa quota, il rumore costante ed ossessivo,  l’inquinamento causato dagli aerei che rende inutili le misure di limitazione del traffico veicolare, sono elementi da sempre messi in evidenza dagli Enti facenti parte del Coordinamento ma sempre sottovalutati dagli organi preposti ad assumere le decisioni di merito.

Chiediamo alla Regione Piemonte e al suo Presidente di farsi parte attiva portando presso le Istituzioni nazionali le istanze dei nostri territori e di sostenere con forza le scelte a favore del sistema aeroportuale del Nord che, con la sinergia dei suoi tanti aeroporti, localizzati ogni quasi 50 km, può soddisfare le esigenze del trasporto aereo e del mercato senza concentrare l’impatto ambientale su un unico grande hub ed un unico territorio.



COMUNICATO STAMPA

IL NUOVO PIANO INDUSTRIALE ALITALIA TOGLIE A MALPENSA IL RUOLO DI HUB

I nodi vengono al pettine!

 Varallo Pombia, 3 settembre 2007 

Il nostro comitato, che rappresenta la popolazione piemontese che abita i territori adiacenti all’aeroporto di Malpensa, sotto le rotte di decollo e di sorvolo degli aerei, coglie positivamente la scelta delineata dal piano Alitalia di spezzare il perverso connubio tra politica e finanza, che ha visto nell’ultimo decennio la crescita forzata dell’aeroporto di Malpensa come secondo hub, mandando in malora la compagnia di bandiera. Proprio per permettere l’espansione dell’aeroporto di Malpensa, Alitalia è stata gestita con enormi perdite finanziarie: un indebitamento di 1 miliardo e 50 milioni di euro, che, se nulla cambia, continuerebbe a crescere di 1,5 milioni di euro al giorno. Un teorema perverso che ha legato le perdite di Alitalia alla crescita di Malpensa!

Condividiamo ovviamente le preoccupazioni dei lavoratori che inevitabilmente perderanno il loro posto di lavoro,  ma il piano di sopravvivenza di Alitalia conferma che Malpensa è nata e cresciuta, come da noi sempre denunciato,  in contrasto con l’interesse nazionale, ai danni della compagnia di bandiera, quindi di noi contribuenti e dei lavoratori, in dispregio delle normative, con conseguenti danni causati alle popolazioni e ai territori.

Dallo stop e dal grande dibattito che ne scaturirà speriamo possano emergere aspetti positivi.

La compagnia di bandiera dovrà trovare le strategie di mercato che sole, dovrebbero ispirarne le scelte e i contribuenti dovranno pretendere che non si buttino via i loro soldi per il mantenimento scellerato dell’aeroporto come hub.

Il Nord Italia potrà avviare lo studio di un sistema aeroportuale del Nord che, con la sinergia dei suoi tanti aeroporti localizzati ogni quasi 50 km, possa soddisfare le esigenze del trasporto aereo e del mercato senza concentrarne l’impatto ambientale su un grande hub.

L’espansione e la crescita del trasporto aereo richiedono per gli aeroporti una verifica di compatibilità secondo norme che oggi a Malpensa sono state calpestate: già oggi Malpensa opera nell’illegittimità avendo superato i 21.300.000 passeggeri l’anno, limite stabilito dal Decreto D’Alema e riconfermato dall’ex Ministro Matteoli, oltre al quale si rende obbligatoria secondo le norme europee la VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale). La VAS (Valutazione Ambientale Strategica) non è stata ancora fatta su questo grande aeroporto a differenza di molti altri areoporti italiani di dimensioni minori, ultimo in ordine di tempo l’aeroporto Gabriele d’Annunzio di Montichiari. Il limite di passeggeri è stato di gran lunga superato, infatti per il 2007 si prevede un traffico di oltre 24.000.000 di passeggeri. Ci attiveremo con il supporto delle nostre istituzioni a riaprire il discorso con la UE, la cui messa in  mora verso il Governo italiano per mancata VIA era stata sospesa con quel preciso limite di passeggeri annui!

            Nell’attuale situazione non c’è da abbassare la guardia nella nostra campagna di tutela del territorio, perché le ipotesi che si prefigurano nell’attuazione del piano di sopravvivenza dell’Alitalia fanno intravedere risvolti certamente non poco preoccupanti, dallo spostamento di voli da Linate a Malpensa, all’arrivo di nuovi operatori, all’apertura di nuove rotte, all’aumento dei voli low-cost e cargo.

Noi che abitiamo i paesi dell’Ovest Ticino e ci vediamo e sentiamo  volare sulla testa oltre 200 aerei al giorno non abbasseremo la guardia. Continueremo a denunciare l’assoluta mancanza di regole sul traffico aereo, il caos delle rotte di decollo percorse dagli aerei, i sorvoli del territorio a quote basse, il non rispetto delle norme ambientali e comunitarie, i rischi sanitari, l’inquinamento ambientale.

Ben ha fatto il nostro Assessore regionale all’Ambiente Nicola De Ruggiero, a commentare i tagli di voli a Malpensa a favore di Fiumicino auspicando che “questa diventi un’occasione per rivedere l’organizzazione complessiva dei decolli che penalizzano in particolare il versante piemontese dello scalo lombardo e ricordare che l’Organizzazione mondiale della Sanità ha accertato problemi di patologie e ipertensione nelle popolazioni adiacenti gli aeroporti”, e ricordando che “ci sono migliaia di piemontesi che subiscono un peggioramento della qualità della vita e disturbi di pressione causati dai tantissimi decolli e sorvoli a seguito di virate degli apparecchi sulla nostra Regione”.

Ci auguriamo che questa dichiarazione non resti una voce isolata, ma trovi supporto attivo da parte delle Istituzioni in Piemonte.

Chiediamo al Presidente della Provincia Sergio Vedovato il suo impegno perché nel da lui auspicato miglioramento complessivo dell’organizzazione del  trasporto aereo conseguente all’annuncio del ridimensionamento di Malpensa, venga data priorità all’interesse della salute e della qualità della vita dei cittadini oltre che dell’ambiente, come già espresso dalla Delibera provinciale n. 2/2007, che in queste settimane è sottoposta all’adesione da parte dei Consigli comunali dei 24 Comuni dell’Ovest Ticino.

Sollecitiamo la Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso ad essere nuovamente parte attiva su questa questione, anche in funzione del futuro dell’aeroporto di Caselle.

Ultima nota, ma non di poco conto: dopo l’annuncio del Piano di ridimensionamento da parte di Alitalia, in questi giorni c’è in atto uno “sciopero bianco” da parte di piloti e personale navigante. I piloti hanno dichiarato di stare semplicemente “applicando senza eccezione alcuna i regolamenti e le norme di sicurezza”. Questo provoca un taglio di circa 40/50 decolli al giorno. La domanda che ci allarma è questa: è bastato applicare regolamenti e norme di sicurezza per diminuire i decolli? Se ne deve dedurre che i requisiti di sicurezza stabiliti abitualmente non vengono applicati? Il capitolo “sicurezza dell’aeroporto di Malpensa” è ancora tutto da scrivere.

Il futuro di Alitalia e di Malpensa sono incerti. Certi sono i grandi disagi ambientali e sanitari con i quali quotidianamente dobbiamo fare i conti. Ci aspettiamo che tutti i portatori di responsabilità politiche e amministrative, che hanno responsabilità sanitarie e ambientali la smettano di parlare solo di business, di campanilismi regionali o nazionali, di attacco al Nord, di piani suicidi e di penalizzazioni per l’industria, di interessi particolari sbandierati per generali, di decisione disgraziata, sbagliata o sciocca, ma che vogliano guardare al futuro sistema dei trasporti interpretando tutti gli interessi, non solo quelli del business e del mercato, ma anche e in modo prioritario quelli della qualità della vita delle popolazioni e dell’ambiente del territorio in cui sono stati eletti.

Per tutto ciò l’attenzione dei cittadini deve essere sempre alta e il Covest continuerà a vigilare!

Per la segreteria COVEST ONLUS

Elena Strohmenger