Bruxelles 12 e 13 novembre 2003: CONFERENZA SUL RUMORE

              

Intervento COVEST

durata: 10 minuti

-         cos’è il COVEST

-         leggi, step,decreti

      -    il Parco del Ticino

 

-         presentazione: Gianpietro Fanchini, Presidente COVEST, Italia

-         il COVEST è un’associazione di pubblica utilità, apartitica e senza fini di lucro. Scopo primario è affrontare e risolvere le problematiche insorte in seguito all’apertura dell’aeroporto di Malpensa 2000.

Al riguardo si pone il fine di salvaguardare la qualità della vita della popolazione insediata sul territorio circostante l’aeroporto, l’Ovest Ticino. Questo è un territorio di grande valenza ambientale, anche e soprattutto per la presenza di aree protette quali il Parco Naturale della Valle del Ticino e il Parco delle Riserve Naturali del Lago Maggiore.

Il Comitato da me rappresentato non è contrario in maniera preconcetta all’aeroporto di Malpensa 2000, ma si oppone allo sviluppo incontrollato di tale struttura…sviluppo che provoca danni ambientali, in termini di inquinamento acustico e atmosferico, ingenti e irreparabili.

Tale sviluppo è stato realizzato nell’illegalità e nel completo non rispetto delle leggi vigenti.

In particolare, sono due le illegalità contro le quali ci battiamo:

-         la mancata Valutazione d’Impatto Ambientale;

-         il superamento dei parametri previsti dal Piano Reg. Generale dell’aeroporto.

diamo uno sguardo ora alla legislazione ambientale e agli aspetti urbanistici dell’aeroporto.

Vi espongo brevemente la lunga trafila legislativa inerente questi due punti cardine della nostra battaglia, dalla quale si evince chiaramente l’illegalità insita nell’attività di Malpensa 2000.

Il 23 luglio 1996, il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione Europea assumono la decisione n. 1692 relativa ai 14 progetti TEN, nei quali è compresa Malpensa, che stabilisce che: “all’atto dello sviluppo e della realizzazione dei progetti, gli stati membri devono tenere conto della tutela dell’ambiente effettuando studi di impatto ambientale”. Nessuno Sudio d’Impatto Ambientale preventivo ad una Valutazione d’Impatto Ambientale è stato presentato per Malpensa.

Il PRG di Malpensa, approvato dal Ministero dei Trasporti con il D.M. 903/87, autorizza l’aeroporto ad un totale di 8 milioni di passeggeri/anno, con un limite di 12 milioni entro il 2005. Nel 1998 l’attuazione dei decreti del Ministero dei Trasporti T-46 e T-101, che trasferiscono obbligatoriamente i voli da Linate, aeroporto limitrofo, a Malpensa, comporta un totale di 16.5 milioni di passeggeri/anno.

Attualmente Malpensa vede transitare  18-20 milioni di passeggeri/anno.

È evidente il superamento del progetto originario sancito dal PRG, in contrasto con le Leggi italiane vigenti.

A questo punto, una V.I.A. diventava improrogabile. A seguito delle numerose proteste dei cittadini e delle Istituzioni Locali, il 19 giugno 1999 il Ministero dell’Ambiente chiede al Ministero dei Trasporti di procedere alla V.I.A.

La SEA (società di gestione dell’aeroporto) deposita lo S.I.A., sul quale, successivamente, vengono depositate circa 70 osservazioni, tutte negative, da parte della Regione Lombardia, Regione Piemonte, Amministrazioni provinciali e comunali, Comitati lombardi e piemontesi, Associazioni ambientaliste, Enti Parchi del Ticino, Ente delle Riserve Naturali del Lago Maggiore e singoli cittadini.

Il 25 novembre 1999, il Ministro dell’Ambiente emana un decreto con cui esprime giudizio di compatibilità ambientale negativo sull’incremento dei voli all’aeroporto di Malpensa.

Nonostante tutto, il 13 dicembre 1999, il Presidente del Consiglio, D’Alema, ignora il predetto parere negativo e autorizza il trasferimento di voli da Linate a Malpensa, prescrivendo precise misure al fine di ridurre l’impatto ambientale al di sotto di quello attuale.

Purtroppo, il trasferimento di voli c’è stato e il totale di passeggeri/anno è incrementato continuamente fino a raggiungere la quota odierna di 20 milioni…ma le  misure per ridurre l’impatto ambientale non sono mai state attuate e neanche discusse.

Questa situazione è stata sempre vigilata dalla Commissione europea, alla quale Sindaci, Comitati e Associazioni Ambientaliste si sono rivolte in relazione all’aspetto urbanistico dell’aeroporto.

In particolare, in data 07/02/2001 è stato presentato il documento “L’aeroporto di Malpensa 2000 e l’ambiente”, portando a conoscenza della Commissione Europea i disagi ambientali causati dall’aerostazione. Nei successivi incontri, l’attenzione è stata focalizzata sugli ampliamenti secondo noi non previsti dal PRG, ma invece in progettazione e realizzazione da parte della Società di gestione dell’aeroporto.

Dopo ulteriori incontri e documentazioni, il 17 ottobre 2003, la Commissione europea ha ufficialmente messo in mora il Governo Italiano, aprendo una procedura di infrazione per mancata applicazione della direttiva 85/337/CEE sulla Valutazione di Impatto Ambientale, in relazione al previsto ampliamento dell’aerostazione e alla costruzione del terzo satellite.

La situazione, ad oggi, è quella di un territorio devastato dalle centinaia di sorvoli quotidiani che sono fonte di inquinamento acustico, di scarichi di carburante e che provocano l’inevitabile degrado della qualità della vita dei cittadini e della natura.

La nostra preoccupazione si rivolge anche alla Valle del Ticino, la più importante ed estesa fra le aree naturali residue dell’intera Pianura Padana. Il Parco Naturale del Ticino negli anni Settanta è divenuto uno dei maggiori Parchi fluviali europei, e resta ancora oggi una delle aree più pregiate: sia per le varietà paesaggistiche, sia per la ricchezza degli ecosistemi presenti.

Dal punto di vista ecologico e biogeografico, la Valle fluviale del Ticino costituisce uno straordinario corridoio biologico. La tutela di quest’area ha contribuito notevolmente alla conservazione attiva degli ambienti naturali e dei complessi ecosistemi che la caratterizzano.

Recentemente è stato infatti riconosciuto dall’Unesco Riserva della biosfera nel Programma MAB-Unesco. Le riserve della Biosfera sono più che semplici aree protette, poiché il loro scopo è promuovere una relazione equilibrata tra la popolazione e l’ambiente, al fine di conciliare la conservazione della biodiversità con un uso sostenibile del territorio. Come si può garantire tutto questo quando nel Parco sorge un aeroporto hub da cui già oggi decollano ed atterrano  centinaia di aerei al giorno, con la prospettiva di essere migliaia nel prossimo futuro?

Ma vediamo come Malpensa minacci questo territorio

Come si vede dalla cartina qui riportata, la parte in verde è l’area destinata al Parco Naturale, si vedono i laghi e l’asta fluviale, che rappresenta la zona di massima protezione. Subito a ridosso dell’area protetta, esistono da sempre decine di Comuni di varie dimensione abitati da un numero considerevole di persone, circa 500.000. Questo palesa come l’aeroporto altre a minacciare il Parco del Ticino influenzi negativamente il territorio di un’area molto vasta.

In mezzo a quanto descritto, sorge l’aeroporto di Malpensa 2000

Vediamo qui una rappresentazione delle tracce radar dei decolli che quotidianamente avvengono su quest’area….. questa è una situazione reale. Ad ogni traccia corrisponde un sorvolo che esprime al suolo il suo carico acustico. Dalle indagine ed i monitoraggi acustici si può affermare che alcuni territori sono maggiormente penalizzati, dove ad esempio la differenza tra il livello sonoro medio con aerei e senza aerei raggiunge i 9 dB(A). Per commentare la situazione acustica, utilizzo le conclusioni di un lavoro predisposto dall’ARPA Piemonte:”In definitiva, un territorio che si è costruito in funzione del rispetto ambientale (vedi soprattutto le vaste porzioni di territorio appartenenti al Parco del Ticino) e privilegiando la qualità della vita, caratterizzato da scarsa urbanizzazione e con vocazione prettamente residenziale, viene, acusticamente parlando, trasformato dalla presenza di un notevole numero di sorvoli a bassa quota, di aeromobili di linea, in una zona pesantemente condizionata da attività umane”.

Senza contare che in progetto c’è la realizzazione di opere quali la terza pista che nell’immagine è qui rappresentata. La situazione di decolli ipotizzata comporterebbe la vera e propria rovina del Parco, del suo ambiente e dei territori circostanti.

Poiché le opere oggetto dell’indagine della Commissione Europea hanno la finalità di essere propedeutiche alla realizzazione della Terza Pista, che consentirebbe all’aeroporto di incrementare in modo considerevole il traffico aereo, con il conseguente aggravarsi sui territori di una situazione ambientale già compromessa, dalla procedura di infrazione recentemente aperta dalla Commissione Europea attendiamo sviluppi importanti, che possano essere significativi per le istanze di tutela della popolazione e del territorio.