Dicembre 2003


  COMUNICATO STAMPA

Varallo Pombia, 30 dicembre 2003

 

POCA NEVE METTE IN CRISI UN “HUB INTERNAZIONALE” …

RIVEDERE LA CAPACITÀ DI MALPENSA 2000

Ventotto dicembre 2003, Nord Italia, migliaia di persone in partenza negli aeroporti, nelle stazioni, sulle strade: tipica situazione post-natalizia. A questo quadro si aggiunge un ancor più tipico fenomeno invernale: la neve. Non una tempesta, non una bufera…appena dieci centimetri rimasti al suolo. Tanto basta per creare forti disagi in quello che dovrebbe essere un hub internazionale: Malpensa 2000.

Sui ritardi, reclami, problemi, carenze e brutte figure già si è detto e già si è scritto molto in questi giorni. Vogliamo solamente esprimere alcune considerazioni:

-         in primo luogo i dati ufficiali parlano di 150 voli cancellati su 609, a cui corrispondono 16.000 passeggeri rimasti a terra su 55.000. Questo significa che, nonostante tutto, 459 voli sono partiti. Se andiamo a verificare la capacità di Malpensa prevista dal Piano Regolatore Generale, essa risulta essere di 400 voli giornalieri. Quindi: se i parametri originari, secondo i quali l’aeroporto era stato progettato, fossero stati rispettati, disagi come quelli verificatesi a causa di una leggera nevicata non si sarebbero manifestati, poiché la capacità assicurata dall’aeroporto di 400 voli sarebbe stata pienamente soddisfatta.

        Questo dimostra ancora una volta che l’aeroporto, superando i 400 movimenti al giorno, va oltre il suo limite e quindi piccoli guasti o situazioni meteo anomale creano gravi disagi per i passeggeri.  Riteniamo significativo ricordare che le ripercussioni negative che Malpensa provoca (di cui fanno ovviamente parte tutti i danni ambientali contro i quali ci battiamo) sono diretta conseguenza del superamento dei suddetti limiti e del mancato rispetto del Piano Regolatore Generale.

-         in secondo luogo, un aeroporto che ha aspirazioni di hub internazionale non può rischiare la paralisi a causa di dieci centimetri di neve. Al nord Italia la neve non è un evento eccezionale e Malpensa dovrà affrontare, nel corso degli anni, nevicate ben più copiose di quella di pochi giorni fa. Questo, assieme ad altri aspetti, avalla la nostra idea che è Fiumicino l’aeroporto che presenta maggiori qualità per essere l’hub di riferimento di Alitalia.

In conclusione, se il PRG, per motivi di SICUREZZA, OPERATIVITA’ e QUESTIONI AMBIENTALI prevedeva una capacità massima di 400 voli al giorno un motivo ci doveva pur essere. Il superamento di questi parametri comporta disagi come quello di voli cancellati in seguito a pochi centimetri di neve, ma anche pericoli per la sicurezza e ingenti danni ambientali. Queste non sono questioni da affrontare con leggerezza.

È stata dichiarata l’apertura di un’indagine in seguito a quello che è avvenuto due giorni fa. A nostro parere questa sarà l’ennesima indagine farsa, dove le vere responsabilità non saranno mai appurate e i veri problemi mai affrontati…dobbiamo forse attendere un grave incidente per vedere affrontata la situazione della sicurezza e della tutela ambientali con serietà?

La segreteria del COVEST


COMUNICATO STAMPA

Varallo Pombia, 10 dicembre 2003

I PARLAMENTARI EUROPEI CHIEDONO L’INTERVENTO DEL COVEST

AD UN CONVEGNO SULLE RETI TRANSEUROPEE

Lunedì 08 dicembre 2003, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, di Milano, si è tenuto un convegno organizzato dai parlamentari europei dei Verdi, sull’argomento: “Reti transeuropee (RTE) di trasporto e cambiamenti climatici”.

Sulla tematica “La filosofia delle RTE: una strategia ancora valida?” è stato richiesto l’intervento del COVEST, che ha partecipato con una relazione esposta dal Presidente Gianpietro Fanchini (che si può leggere integralmente sul ns. sito internet).

Esperti europei, Commissione europea, Governo italiano, Enti locali, Associazioni ambientaliste e Comitati civici hanno preso parte al Convegno, discutendo principalmente delle reti di trasporto transeuropee, tra le quali Malpensa, e delle loro conseguenze, positive e negative, su economia, ambiente, popolazione.

Gli obiettivi di tali infrastrutture dovrebbero essere: “riduzione del traffico su gomma, basso impatto ambientale, integrazione nelle reti regionali, benefici anche per le economie regionali e locali, viabilità socio-economica, rafforzamento della coesione territoriale”.

È questo che è stato ottenuto con la realizzazione dell’aeroporto di Malpensa, uno dei pochi progetti di RTE portati ad effettivo e completo compimento?

In un documento presentato nel corso del convegno, con lo scopo di analizzare con precisione tutti i progetti di RTE, sull’aeroporto di Malpensa si legge: altissimo impatto ambientale locale e complessivo (è l’unico dei progetti ad avere l’aggettivo ALTISSIMO correlato all’espressione “impatto ambientale”!); benefici dubbi per la gestione del traffico aereo, opposizione della società civile nell’area. Alternative: ridistribuzione dei voli fra diversi aeroporti nazionali.

Da sottolineare che tale documento non è opera nostra o di altri comitati contrari allo sviluppo incontrollato di Malpensa, bensì autori sono dei Parlamentari Europei.

In questo quadro è chiaro l’intervento del COVEST, che di fronte ad una platea composta da docenti universitari, sia italiani che stranieri, da esperti in pianificazione di trasporti, da rappresentanti del Governo Italiano (era infatti presente l’ing. Ettore Incalza, consigliere del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti), da rappresentanti della Confindustria Europea, ha ricordato i gravi disagi subiti dalla popolazione e i danni all’ambiente causati in seguito all’apertura dell’aeroporto.

È stata questa l’occasione per evidenziare che, oltre alle negatività ormai note a tutti conseguenti a Malpensa, non si sono neanche attuate le sbandierate opportunità economiche che tale struttura doveva portare alle popolazioni insediate nei dintorni dell’aeroporto. A distanza di 5 anni dall’apertura, il bilancio costi-benefici non è certo in attivo: a fronte dell’aumento esponenziale di inquinamento acustico ed atmosferico, della messa in pericolo di un ecosistema importante come la Valle del Ticino, della minaccia alla salute umana…cosa abbiamo ottenuto? Un’occupazione caratterizzata da scarsa qualità e professionalità, scarsa retribuzione e scarsa sicurezza, poiché i contratti sono per la maggior parte a tempo determinato; qualche struttura alberghiero-ricettiva che fa discreti affari e qualche società di parcheggiatori sorta attorno l’aeroporto…il bilancio non è certo positivo.

In conclusione, abbiamo esposto un quesito che noi ci poniamo da sempre: è davvero necessario un aeroporto hub, in una zona quale il Nord Italia, dove sono 17 gli aeroporti già presenti di cui, oltre Malpensa, otto sono internazionali?

Di significativa importanza questo invito a noi giunto, poiché si inserisce nel quadro delle iniziative che vedono l’Europa sempre più interessata alla problematica di Malpensa e alle nostre attività.

Finalmente riusciamo ad avere una voce anche in Europa, e il Convegno di ieri ne è un’ulteriore dimostrazione, dopo la “Conferenza sul rumore” tenutasi scorso 13 novembre presso il Parlamento europeo a Bruxelles, che vedeva anch’essa l’intervento del COVEST, e soprattutto in seguito alla procedura di infrazione aperta dalla Commissione Europea nei confronti del Governo Italiano su Malpensa.

La segreteria del  C.OVES.T.