OTTOBRE 2005


 Varallo Pombia, 01 ottobre 2005

COMUNICATO STAMPA

E’ ricorrente sugli organi di stampa locali la considerazione, ora di qualche politico, altre volte di imprenditori o dirigenti di enti di categoria, e recentemente anche di un noto sindacalista, che il cosiddetto “sviluppo” debba passare per il coinvolgimento del territorio novarese nelle grandi infrastrutture.

Spesso viene evocato il concetto che grazie alla vicinanza dell’aeroporto lombardo di Malpensa, e magari aggiungendo anche la presenza della nuova fiera di Rho-Pero, la città di Novara può diventare il “porto d’ Europa”.

Vorremmo esprimere in proposito due considerazioni.

Pensiamo sia passato tempo sufficiente per un bilancio sul tipo di “sviluppo” che ha portato Malpensa.

A parte qualche struttura alberghiera che fa discreti affari (forse ancora per poco dato che SEA ha in progetto di costruire un grande albergo proprio di fronte allo scalo) è evidente che dopo ben sette anni dall’apertura di Malpensa 2000 le ricadute positive in termini di benefici economici e di posti di lavoro (che non siano precari e di bassa qualità) non ci siano state, men che meno nel Novarese.

Chiari invece sono i pesanti impatti sull’ambiente e sulla qualità della vita, come dimostrato dalle ultime statistiche che portano la Provincia di Novara a perdere posizioni nella classifica nazionale.

Forse anche perché intorno ai porti, o presunti tali, (anche se “d’ Europa”) solitamente si instaurano varie forme di degrado ambientale e sociale.

La seconda considerazione è che oltre all’albergo SEA (la società che gestisce l’aerostazione) ha in progetto altre opere di espansione dell’aeroporto (portate avanti illegalmente perché non previste dal PRG originario di Malpensa 2000) tra cui la terza pista , che manderebbe praticamente il 100% dei decolli sul Piemonte.

Forse questo spiega anche perché, nonostante ad alcuni nostri Comuni ed alla Provincia di Novara è stato riconosciuto da parte del Ministero dei Trasporti di aver diritto ad entrare nella Commissione aeroportuale di Malpensa (organo che decide tra l’altro le modalità di ripartizione delle rotte), ancora dopo quasi tre mesi la medesima Commissione prosegue i lavori senza che ancora ci sia stato il coinvolgimento degli Enti novaresi.

Ne consegue la considerazione che, anche ammesso che a Novara si riesca prima o poi ad avere qualche briciola della “torta” di Malpensa, si avranno in compenso sempre più in crescita i già  pesanti impatti ambientali dei decolli aerei scaricati sul territorio della nostra Provincia.

Considerato che da parte nostra faremo tutto quello che legittimamente possiamo per impedire che si arrivi ad una tale situazione, crediamo sia opportuno che i vari soggetti, ad ogni livello, che si vogliano esprimere su questi delicati argomenti abbiano la coerenza di valutarne tutti gli aspetti.

Altrimenti abbiamo l’impressione che sia un modo come un altro per fare della propaganda a favore di grandi interessi non certo coincidenti con quelli del nostro territorio e dei cittadini che vi risiedono.

 

La segreteria del C.OVES.T. ONLUS.