Testo dell'intervento del Presidente di COVEST ONLUS al Convegno/dibattito con gli Europarlamentari, tenutosi ad Oleggio lo scorso 30/01/2004

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“Bisogno di legalità: il caso Malpensa ed altro ancora”

ö Saluto e ringrazio tutti i presenti in particolare gli Europarlamentari che hanno accettato il nostro invito e l’Avv. Patrizia Bugnano che ci segue nelle azioni legali.

ö il COVEST come associazione di pubblica utilità ha lo scopo di affrontare e risolvere le problematiche insorte in seguito all’apertura dell’aeroporto di Malpensa 2000.

Al riguardo si pone il fine di salvaguardare la qualità della vita della popolazione insediata sul territorio circostante l’aeroporto, in particolare l’Ovest Ticino. Questo è un territorio di grande valenza ambientale, anche e soprattutto per la presenza di aree protette quali il Parco Naturale della Valle del Ticino e il Parco delle Riserve Naturali del Lago Maggiore.

Il Comitato da me rappresentato non è contrario in maniera preconcetta all’aeroporto di Malpensa 2000, ma si oppone allo sviluppo incontrollato di tale struttura…sviluppo che provoca danni ambientali, in termini di inquinamento acustico e atmosferico, ingenti ed irreparabili.

ö In particolare sono cinque i punti chiave della nostra battaglia e gli obiettivi che ci proponiamo di raggiungere:

Primo: l’applicazione delle misure ambientali previste, compresa la Valutazione di Impatto Ambientale su qualsiasi progetto di espansione;

Secondo: un’equa ripartizione del traffico consentito dal Piano Regolatore autorizzato, cioè un massimo di 400 movimenti al giorno tra decolli ed atterraggi, con non più del 50% dei voli in decollo indirizzati verso il Piemonte. Ad oggi, la maggioranza delle rotte interessa i paesi dell’Ovest Ticino, vale a dire la Provincia di Novara;

Terzo: la presenza nella Commissione aeroportuale di una rappresentanza dei Comuni del Piemonte, fino ad oggi esclusi da tale organo e quindi totalmente incapaci di influire sulle più importanti decisioni inerenti l’attività aeroportuale, come le rotte di decollo e le procedure anti-rumore;

Quarto: ottenere l’abolizione dei voli notturni con un divieto totale dalle ore 23.00 alle ore 07.00.   Attualmente Malpensa è un aeroporto abilitato ai voli notturni e si corre il grave rischio che essi aumentino quando diventerà attiva la Cargo City;

Quinto: l’assoluta contrarietà alla costruzione della Terza/Quarta Pista, che comporterebbe ulteriori voli indirizzati sul territorio della Provincia di Novara, con conseguente aumento dei gravi disagi che colpiscono l’ambiente in cui viviamo.

Le nostre rivendicazioni sono più che legittime e, come relazionerà l’Avv. Patrizia Bugnano, sono tutte legate al concetto di legalità, poiché ciò che noi chiediamo è che siano semplicemente rispettate le leggi, cosa che invece non è avvenuta in passato e non avviene tutt’oggi.

Malpensa, ribadisco, è un aeroporto che è riuscito a svilupparsi nell’illegalità e nel completo non rispetto delle leggi vigenti.

In particolare, sono due le illegalità contro le quali ci battiamo:

-         la mancata Valutazione d’Impatto Ambientale;

-         il superamento dei parametri previsti dal Piano Regolatore Generale dell’aeroporto

Questi due punti cardine della nostra battaglia sono inseriti in un discorso molto ampio e complesso inerente alla lunga trafila legislativa che li riguarda.

ö Conferma che il perseguire le due illegalità prima evidenziate è corretto fonda sul fatto che il 17 ottobre 2003, la Commissione europea ha ufficialmente messo in mora il Governo Italiano, aprendo una procedura di infrazione per mancata applicazione della direttiva 85/337/CEE sulla Valutazione di Impatto Ambientale, in relazione al previsto ampliamento dell’aerostazione e alla costruzione del terzo satellite.

Questo è un risultato molto importante e ha, sostanzialmente, formalizzato le “accuse” da noi poste nei confronti dell’aeroporto.

ö La situazione, ad oggi, è quella di un territorio deteriorato dalle centinaia di sorvoli quotidiani che sono fonte di inquinamento acustico ed atmosferico, con scarichi di carburante che provocano l’inevitabile degrado della qualità della vita dei cittadini e della natura.

La nostra preoccupazione si rivolge anche alla Valle del Ticino, la più importante ed estesa fra le aree naturali residue dell’intera Pianura Padana. Il Parco Naturale del Ticino negli anni Settanta è divenuto uno dei maggiori Parchi fluviali europei, e resta ancora oggi una delle aree più pregiate: sia per le varietà paesaggistiche, sia per la ricchezza degli ecosistemi presenti.

Dal punto di vista ecologico e biogeografico, la Valle fluviale del Ticino costituisce uno straordinario corridoio biologico. La tutela di quest’area ha contribuito notevolmente alla conservazione attiva di  ambienti di grande valore naturalistico.

Recentemente è stato infatti riconosciuto dall’Unesco Riserva della biosfera nel Programma MAB-Unesco. Le riserve della Biosfera sono più che semplici aree protette, poiché il loro scopo è promuovere una relazione equilibrata tra la popolazione e l’ambiente, al fine di conciliare la conservazione della biodiversità con un uso sostenibile del territorio. Come si può garantire tutto questo quando nel Parco si cerca di far sorge un aeroporto hub da cui già oggi decollano ed atterrano centinaia di aerei al giorno, con la prospettiva di essere migliaia nel prossimo futuro?

Malpensa 2000 infatti sorge nel bel mezzo del Parco del Ticino !!

ö La nostra speranza è oggi quella di poter portare avanti la nostra battaglia, continuando a dimostrare che le nostre rivendicazioni sono pienamente legittime e che si basano su fatti concreti.

Arrivati a questo punto è infatti indispensabile affrontare il problema in questione in modo poliedrico. Oltre all’interesse civile dei cittadini vittime di Malpensa, abbiamo di recente riscontrato un interesse etico. Sabato scorso, infatti la Commissione Regionale della Pastorale Sociale del Lavoro, della Giustizia, della Pace e della Salvaguardia del Creato ha presentato il documento: “Per una lettura cristiana di alcuni nodi ambientali della Regione Piemonte”.

In tale documento sono state individuate le questioni più gravi che riguardano il Piemonte, tra le quali Malpensa 2000. Testualmente, Malpensa è citata quale fonte di “pesante inquinamento atmosferico ed acustico di cui sono vittima in particolare le popolazioni che abitano il territorio del Piemonte orientale”.

Sono state individuate alcune linee guida tra le quali: una conversione di mentalità e di costume, un rinnovamento degli stili di vita e un maggior impegno socioeconomico e politico.

Monsignor Charrier, Vescovo di Alessandria, in chiusura dell’incontro, ha invitato a porre attenzione alle conseguenze sull’ambiente derivanti dal proprio comportamento, proponendo un impegno nuovo e diretto della diocesi, con il coinvolgimento delle parrocchie, per far meglio conoscere le tematiche affrontate. Infine ha richiamato i politici al loro dovere: “Voi politici dovete programmare il futuro, porvi il problema di cosa lasciare in eredità alle generazioni di domani.

Bisogna affermare l’importanza di un impegno civile, come il nostro, l’importanza di un interessamento etico, come quello di qui parlavo poco prima, ma soprattutto ciò di cui necessitiamo oggi è l’interesse da parte del mondo politico, che molte volte è mancato su questa vicenda da parte dei nostri referenti Istituzionali locali, e dal quale possono realmente arrivare decisioni e azioni in grado di tutelare la salute e la qualità della vita degli abitanti del Piemonte, cercando di risolvere le questioni per le quali ci stiamo battendo ormai da cinque anni.

L’interesse Europeo alle nostre attività è invece dimostrato anche dall’incontro di questa sera, che ritengo un momento significativo ed un passo fondamentale di grande rilevanza nel proseguo del cammino iniziato.

Concludo esprimendo una mia forte convinzione, vale a dire che solo contando in sede politica possiamo pensare di vedere soddisfatte le nostre legittime richieste.