Varallo Pombia, 21 dicembre 2004

Spett.le

Corriere di Novara

alla c.a. del direttore

dott. Luciano Lombardi

 

A seguito del Suo editoriale di prima pagina del Corriere di Novara del 16 dicembre scorso ed ai dati riportati con così tanto spazio all’interno del giornale rispetto al recente convegno tenutosi a Varese sul tema "Malpensa : accessibilità aerea e sviluppo regionale" riteniamo di dover esprimere qualche considerazione.

A PROPOSITO DEL CONVEGNO SU MALPENSA, ACCESSIBILITA’ E SVILUPPO

1 - Ancora sviluppare Malpensa ?

Abbiamo più volte esposto, in questi anni, le nostre ragioni avendo visto come si sia potuto dire e scrivere di tutto ed ancor di più sulle "grandi" ricadute economiche dell’aeroporto di Malpensa anche sul Novarese, ma molto poco realizzarsi in concreto.

In compenso è sicuramente aumentato il deterioramento ambientale e di qualità della vita soprattutto nell’Ovest Ticino sorvolato dagli innumerevoli aerei in decollo dal confinante aeroporto lombardo ed inviati sul Piemonte.

Tuttavia stavolta colpisce innanzitutto che le Camere di Commercio di Varese e soprattutto di Milano abbiano affidato una ricerca su Malpensa, con tutto il rispetto, all’Università di … ….Castellanza.

Forse che una ben più prestigiosa Università coma la Bocconi, che già prima dell’apertura di Malpensa 2000, nel 1998, aveva presentato uno studio che esprimeva teorie e dati simili non se la sia sentita di ripetere la brutta figura, poiché oggi, dopo quasi sette anni, ben poco di quanto allora ipotizzato si è realizzato in termini di cosiddetto "sviluppo economico" ?

E nella ricerca presentata a Varese il 13 dicembre scorso si colgono diverse impostazioni forzate.

E’ logico, ad esempio, che dal 1998 al 2003 il numero dei passeggeri/annui movimentati è triplicato, visto che l’"hub" è partito a fine 1998, peraltro trasferendo i voli quasi tutti da Linate e Fiumicino.

Ma era già triplicato nel 1999 proprio per quest’ultima ragione !

Riteniamo che una ricerca seria avrebbe confrontato i dati di incremento del traffico appunto dal 1999, ma forse si sarebbe dovuto farlo con molta meno enfasi.

Se questo è il metro utilizzato anche per le ipotesi future si capisce come anch’esse possano risultare forzate, in particolar modo per quello che riguarda i risvolti economici ed occupazionali.

Una cosa poi non viene palesemente espressa nella ricerca ma però in pratica suggerita relativamente al fatto che oggi l’aeroporto di Malpensa sia un "mezzo hub", ovvero della necessità che per esserlo compiutamente si dovrebbe realizzare la terza pista.

Conosciamo il progetto, compreso nel piano decennale di SEA (la società che gestisce gli aeroporti milanesi), per la costruzione di tale pista.

Essa verrebbe indirizzata per effettuare i decolli ancora verso la Provincia di Novara, direttamente sul Ticino verso Oleggio-Bellinzago-Cameri con probabile coinvolgimento dei nuovi sorvoli, soprattutto di aerei cargo, anche di Galliate e della stessa Novara.

E questo con buona pace rispetto anche al Parco del Ticino piemontese.

E’ condivisibile questo a fronte di una sviluppo economico tutto da dimostrare e che per il Novarese rischia comunque di rimanere marginale?

Peraltro ci sembra che si stiano dando solo prospettive legate alla logistica, con bassa qualità lavorativa ed alto "consumo" di territorio.

Pensiamo poi che sia velleitario, dopo sette anni di mancate promesse, proporre ancora di rilanciare lo sviluppo di Malpensa facendo leva sul fatto che possa risolvere i problemi occupazionali in un periodo di crisi.

2 - La forzatura dell’ hub a Malpensa

Ogni Paese europeo ha il proprio "hub", ovvero l’aeroporto principale perno di smistamento del traffico aereo.

L’hub di Parigi o quello di Francoforte o Madrid non si trovano nella rispettiva "regione motore dell’economia nazionale" ma nessuno in tali Nazioni vuole spostarli.

L’Italia ha già da anni l’hub a Fiumicino, dove il rapporto con l’ambiente è privo di eclatanti conflittualità.

Inoltre il fatto di dover mantenere due aeroporti "hub" è una delle principali motivazioni della crisi Alitalia.

Perché l’hub si fa dove conviene: Fiumicino è già disponibile, spendere milioni di euro per farne un altro a Malpensa è anche scandalosamente contrario all’interesse nazionale.

3 - Il rispetto delle regole e la tutela del territorio

Rispetto alle conflittualità con il territorio circostante, ricordiamo come a Malpensa non è rispettato il PRG vigente, e come con deroghe e superamenti delle leggi si sta ampliando l’aerostazione in maniera difforme dal consentito.

Inoltre non sono applicate le norme previste dal cosiddetto "decreto D’Alema" per quanto riguarda soprattutto i decolli, che ancora penalizzano l’Ovest Ticino.

Il mancato rispetto del piano regolatore, il forte impatto ambientale con le prevaricazioni su un territorio fortemente antropizzato e sul Parco del Ticino (Riserva della Biosfera dell’Unesco) w sito S.I.C. d’interesse comunitario, sono tuttora oggetto di ricorsi ai T.A.R. e all’Unione Europea.

Oggi è comunque importante che vi sia la consapevolezza che per quanto riguarda Malpensa non è tutto oro ciò che luccica, e che un’ Ente come la Provincia di Novara dia la giusta importanza anche alla tutela ambientale ed alla qualità della vita delle persone, come testimonia l’intervento del Presidente della Provincia in relazione agli argomenti oggetto del convegno.

Da parte nostra continua certamente l’impegno per vedere riconosciuti i diritti di un territorio e di una popolazione che rimane sempre attenta e disponibile alla mobilitazione rispetto alle problematiche procurate dalla presenza di Malpensa, oggi… e domani.

Certi che Vorrà concedere l’opportuno spazio a queste nostre considerazioni, Le inviamo distinti saluti.

 

                                                                                                                                                                   La segreteria del COVEST ONLUS

                                                                                                                                                                 Il Presidente Dott. Gianpietro Fanchini

 

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